Ecco cosa può fare il creditore per recuperare la somma finanziata.

Che cosa succede quando l’immobile finisce all’asta ma dalla vendita non si ricava una somma sufficiente a saldare il debito contratto con il creditore? Ovvero, se il creditore non “rientra” della cifra erogata in prestito al debitore esecutore può pignorare un altro immobile? Se sei un debitore, hai ricevuto un precetto di pignoramento e la tua casa è in vendita all’asta allora presta attenzione a quello che stai per leggere.

Vendita casa all’asta, così si può saldare un debito

Se segui il nostro blog avrai sicuramente già letto il nostro articolo sul perché comprare una casa all’asta convenga. E se, invece, è la prima volta che scrolli le nostre notizie, allora dai un’occhiata al link sottostante.

Questa premessa è doverosa perché ci permette non solo di ribadire come un immobile acquistato possa essere un ottimo investimento e un buon affare ma anche per far comprendere a tutti i potenziali acquirenti che comprare una casa all’asta non significa “sottrarre” un tetto al debitore esecutato ma in verità dargli l’opportunità di svincolarsi dal debito. Cioè la vendita della casa all’asta serve fondamentalmente a saldare il debito del debitore.

Il creditore infatti nel momento in cui l’esecutato non paga più le rate del prestito concesso è costretto a procedere dapprima con il pignoramento dell’immobile e poi con la vendita all’asta per poter recuperare i soldi erogati e che il debitore non è in grado di potergli restituire. Al termine della vendita si fanno i conti, nel senso che il creditore incassa il credito. Affinché si esegua un pagamento però i soggetti interessati devono rivolgersi alla cancelleria competente che provvede a predisporre il mandato di pagamento. Questo viene consegnato al creditore che va quindi ad incassare, presso l’istituto di credito designato dal Tribunale che ha gestito l’asta immobiliare, quanto dovutogli.

E se il ricavato della vendita all’asta fosse inferiore all’importo del debito?

Ma cosa succederebbe nell’eventualità in cui il creditore al momento della distribuzione del ricavato della vendita dell’immobile all’asta dovesse accorgersi che la cifra ottenuta sia inferiore all’importo del credito? Beh, in tal caso il creditore potrebbe notificare un altro atto di precetto, finalizzato a recuperare la parte residua del credito, pignorando altri beni del debitore, come il suo conto corrente. In verità, ciò accade raramente per il mero motivo che il creditore non attende la fine della vendita per intraprendere un’altra azione di esecuzione forzata ma procede con due pignoramenti contemporaneamente.

Quando il ricavato della vendita all’asta non è sufficiente a saldare il debito

Ti starai domandando, arrivato a questo punto della lettura, come sia possibile che la vendita del bene immobiliare all’asta non possa saldare tutto il debito dell’esecutato. Questo succede quando la vendita dell’immobile va deserta diverse volte. Dopo il quarto esperimento, però, il prezzo scende fino alla metà e il giudice, per evitare la svalutazione dell’immobile, può decidere di chiudere la procedura esecutiva. In altri casi potrebbe anche capitare una chiusura anticipata della vendita, laddove il prezzo si stia abbassando troppo tanto da non soddisfare le richieste del creditore. Ma si tratta di un’azione che dipende solo dalla discrezionalità del giudice.

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