Chi compra all’asta deve considerare alcune tasse da pagare: ecco l’elenco completo

Partecipare ad un’asta giudiziaria può essere una grande occasione per acquistare un immobile a basso prezzo. In vendita si possono trovare diversi tipi di abitazione, dalle ville ai capannoni industriali, tutti accomunati dal fatto di essere stati pignorati, espropriati e poi messi in vendita dal tribunale. Le motivazioni possono essere le più disparate, ma il più delle volte dietro ad una vendita giudiziaria ci sono i debiti non pagati dal precedente proprietario oppure le procedure di fallimento (in tal caso si parla di aste fallimentari).

Chi compra una casa all’asta deve sapere che ci possono essere alcune tasse e oneri da pagare, che si aggiungono al saldo del prezzo di aggiudicazione dell’immobile.

In questo specifico articolo ci soffermeremo su quanto bisogna pagare di tasse per un immobile in caso di fallimento, ovvero per una casa aggiudicata in un’asta fallimentare.

Acquisto immobile all’asta, le tasse da pagare

Comprare all’asta è indiscutibilmente un metodo vantaggioso ed economico, basta pensare che si può risparmiare dal 20% al 40% (e in alcuni casi anche di più!) in meno rispetto ai canali tradizionali! Ma prima di partecipare alle vendite giudiziarie si dovrebbe avere il quadro della situazione rispetto alle voci di spesa da pagare, cioè le tasse e altri “extra”, come ad esempio il compenso del delegato alla vendita o le spese condominiali arretrate (se l’immobile all’asta è in condominio).

Per quanto riguarda la tassazione, tra gli acquisti all’asta e quelli sul mercato tradizionale non ci sono particolari differenze. Dopo aver saldato il prezzo di aggiudicazione, il compratore deve versare all’Agenzia delle Entrate:

  • l’imposta di registro
  • l’imposta ipotecaria
  • l’imposta catastale
  • l’imposta sul valore aggiunto (IVA), solo se l’immobile all’asta apparteneva alla ditta di costruzione e non ad un privato cittadino

Le tasse da pagare sulla casa all’asta dipendono da diversi fattori, tra questi la rendita catastale, se si tratta di prima casa o di un casa di villeggiatura, se il precedente proprietario era un privato una società.

In caso di prima casa acquistata da privato, ecco le tasse da pagare:

  • imposte catastali e ipotecarie pari a 50 euro ciascuna
  • l’imposta di registro è pari al 2% (sale al 9% se l’immobile è una seconda casa)

Le tasse da pagare per un immobile in fallimento

E invece quali tasse si pagano per un immobile in fallimento? Quanto bisogna versare all’Agenzia delle Entrate se si acquista una casa, un capannone o un altro bene da una società fallita soggetta a Iva? In questa circostanza ci sono delle regole particolari da conoscere.

Chi prende parte ad un’asta fallimentare e si aggiudica l’immobile che era appartenuto a una società soggetta ad Iva, ad esempio una ditta costruttrice, deve pagare le tasse seguenti:

Quanto visto è la panoramica delle tasse per un immobile in fallimento, alle quali si devono aggiungere le spese del notaio qualora si richiede il mutuo e le spese dovute alla procedura (ad esempio il compenso per il delegato alla vendita).

Le aste giudiziarie, fallimentari o no, sono uno strumento conveniente e alternativo alle compravendite tra privati. I prezzi sono decisamente inferiori e i soldi risparmiati si possono utilizzare, ad esempio, per lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica.

Il mondo delle aste tuttavia può risultare complesso per chi non è del settore, infatti in pochi conoscono le regole per partecipare e dove trovare gli annunci delle case. Il sito Immobialiallasta.it è il canale perfetto dove trovare annunci accattivanti e richiedere l’aiuto di personale competente. Un portale autorizzato dal Ministero della giustizia, sicuro e con ottime recensioni! Cosa aspetti a dare un’occhiata?


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