Luigi Marattin smentisce. Ecco cosa potrebbe accadere.

È polemica dopo la dichiarazione di Silvio Berlusconi sulle tasse per l’acquisto della prima casa. Il Cavaliere nel suo programma politico “promette” agli italiani che Forza Italia si impegnerà a ridurre la pressione fiscale sul comparto immobiliare e così, a differenza della sinistra che vuole mettere un’imposta patrimoniale sulla casa, la destra propone l’eliminazione dell’IMU (Imposta Municipale Propria) per gli immobili inagibili o occupati e una tassa unica al 2% per l’acquisto della prima casa. Nel programma politico anche la proposta di una cedolare secca, cioè una tassa fissa, su tutti gli affitti.

Tassa del 2% sull’acquisto della prima casa

Come dicevamo, l’ex premier Silvio Berlusconi ha affermato in un video sui social:

“Per rilanciare il mercato immobiliare e consentire a tutti di comprare una casa, introdurremo una tassazione unica per l’acquisto della prima casa al solo 2%. Chi acquista una casa, spesso è una giovane coppia, lo fa investendo soldi sui quali ha già pagato molte tasse. Non può essere gravato da nuove imposte”.

E, seppur l’iniziativa possa allettare molti giovani, c’è anche da dire che, come ha già smentito il responsabile economico di Italia Viva e presidente della Commissione Finanze della Camera, Luigi Marattin, esiste già una tassa del 2% sull’acquisto della prima casa e si chiama imposta di registro.
Infatti, l’acquirente oggi versa un’imposta di registro pari al 2% sul valore catastale dell’immobile.

Cosa succede se decidi di contrarre un mutuo e non paghi?

Ma nell’eventualità in cui una giovane coppia decidesse di contrarre un mutuo per acquistare la prima casa e poi non pagasse le rate, cosa succederebbe? Beh, in questo caso la banca, in qualità di creditore, farebbe valere i propri diritti richiedendo un pignoramento dell’immobile per “sollecitare” il saldo del conto. Come ben sappiamo però, tendenzialmente, quando non si ha la liquidità necessaria per pagare le rate del mutuo (e i motivi possono essere vari, come aver perso il lavoro) è altamente improbabile che si riesca a trovare i soldi per saldare il debito e liberarsi dal pignoramento. La conseguenza pertanto è solo una: inevitabilmente l’immobile finisce all’asta e questo (paradossalmente) può diventare un’occasione per il debitore. Sì, perché è vero che il debitore perderebbe la propria casa ma è anche vero che con la vendita all’asta si sdebiterebbe una volta per tutte. Il creditore, a sua volta, rientrerebbe della somma concessa. Infine, l’acquirente potrebbe comprare la casa che ha sempre desiderato ad un prezzo inferiore rispetto agli immobili che troverebbe sul libero mercato.

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