Il custode giudiziario svolge un ruolo importantissimo durante il pignoramento e la successiva. Conosci in quali casi può essere sostituito?

Quando si parla di aste immobiliari è impossibile non citare uno degli attori fondamentali delle esecuzioni giudiziarie: il custode. Egli ha il compito di conservare la casa pignorata in buone condizioni e organizzare le visite per i potenziali acquirenti. Il suo compenso è a carico della procedura che provvede anche alla sua nomina.

Non sempre, tuttavia, il custode giudiziario svolge i suoi doveri con la serietà e la diligenza necessarie; ed è per questo che la legge prevede l’ipotesi della sostituzione su richiesta del creditore o del giudice stesso. In quali casi ciò avviene e qual è il termine per chiedere la nomina di un nuovo professionista?

Chi può svolgere la funzione di custode giudiziario nelle aste

Viene definito custode giudiziario colui che, nominato dal giudice, ha il compito di assicurare la conservazione di un bene mobile o immobile pignorato. Nel pignoramento immobiliare il custode è, di norma, lo stesso debitore il quale ha il dovere di preservare lo stato della sua casa come garanzia per i creditori.

Tuttavia nel momento in cui viene ordinata la vendita in asta il debitore deve essere sostituito da un custode diverso, che sia terzo alla procedura. Spesso a svolgere questo incarico sono avvocati o professionisti nominati dal tribunale esecutivo. Ciò ai sensi dell’articolo 559 co. 4 C.p.c. secondo cui:

“il giudice, se custode dei beni pignorati è il debitore e salvo che ritenga che, per la particolare natura degli stessi, la sostituzione non abbia utilità, dispone, al momento in cui è pronunciata l’ordinanza che dispone la vendita o disposta la delega delle relative operazioni, che custode dei beni pignorati sia il professionista delegato o l’istituto di cui all’art. 534 cpc”.

In quali casi si può chiedere la sostituzione del custode

La sostituzione del custode è un atto previsto dalla legge, precisamente all’articolo 66 co. 1 C.p.c.:

“il giudice, d’ufficio o su istanza di parte, può disporre in ogni tempo la sostituzione del custode.

E continua così:

“Inoltre il custode, ex art. 66 co. 2 cpc, se non ha diritto al compenso, può chiedere in ogni momento di essere sostituito, mentre, se ha diritto al compenso, può chiedere di essere sostituito solo per giusta causa.”

Dunque, tirando le somme, se il debitore svolge l’incarico di custode può chiedere lui stesso di essere sostituito in ogni momento, invece, se l’incarico è stato conferito ad un terzo, serve provare la “giusta causa causa”. Questa non è altro che una inadempienza grave degli obblighi previsti dalla legge. Di solito a chiederla è il creditore o il giudice esecutivo quando il custode:

  • non ha comunicato al debitore la data di accesso nel bene pignorato;
  • per mancata amministrazione dell’immobile, quindi se non provvede alla manutenzione ordinaria;
  • se ha ostacolato le visite;
  • non ha segnalato eventuali comportamenti scorretti del debitore o di altri soggetti che occupano l’immobile;
  • per mancata disdetta dei contratti di locazione.

Oltre alla sostituzione, il giudice potrebbe condannare il custode a risarcire i danni causati dalla sua negligenza, come prevede l’articolo 2043 del Codice civile. A questa pena può aggiungersi anche la condanna a pagare una sanzione compresa tra 250 e 500 euro.

Come si procede

Bisogna distinguere due ipotesi. Se il custode dell’immobile è lo stesso debitore esecutato, allora potrà essere sostituito soltanto in seguito all’instaurazione di un contraddittorio. In altre parole, detto semplicemente, vuol dire che il giudice dovrà sentire le parti e, una volta analizzata la questione, negare o acconsentire alla richiesta di sostituzione. Di solito è il creditore a chiedere una nuova nomina se ha ragione di temere che il debitore possa alterare lo stato dell’immobile, danneggiarlo o alienarlo a terzi.

Può accadere, invece, che venga nominato custode una persona diversa dal debitore, solitamente un avvocato. In tale ipotesi la sostituzione è disposta dal giudice senza una specifica richiesta quando:

  • si teme la commissione del reato di turbativa d’asta;
  • per violazione degli obblighi di custodia stabiliti dalla legge, ad esempio se impedisce il diritto di visita dei potenziali compratori.

L’ordinanza di sostituzione del custode giudiziario ha una particolarità: non è impugnabile, quindi si considera immediatamente definitiva.

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