Firma digitale nelle aste telematiche e vendite giudiziarie: è obbligatoria? Quando serve e quale tipologia? Vediamolo in questo articolo.

Le aste telematiche sono molto diffuse e per partecipare richiedono alcuni accorgimenti. In particolare serve la firma digitale da apporre all’offerta di acquisto, da inviare tramite PEC. 

Questo elemento è essenziale per conferire validità alla documentazione in vista dello svolgimento dell’asta. La firma digitale, infatti, non è altro che l’equivalente della firma autografa richiesta nelle vendite giudiziarie che si svolgono in presenza. 

Se vuoi acquistare un bene mobile o immobile all’asta telematica, non perdere questo approfondimento sulla firma digitale, quale serve e come funziona!

Serve la firma digitale per partecipare alle aste telematiche?

Per conferire maggiori garanzie alle aste telematiche, la legge impone l’obbligo della firma digitale, che si sostituisce alla firma autografa del partecipante. Ciò è stabilito dall’articolo 12 del DM 32/2015 che regolamenta le vendite online.

Infatti soltanto le offerte d’acquisto firmate digitalmente hanno piena efficacia dal punto di vista legale, grazie alle tre caratteristiche di questa tipologia di firma:

  • autenticità, in quanto garantisce l’identità del firmatario
  • integrità, nel senso che il documento firmato digitalmente non può più essere modificato
  • validità legale, perché la documentazione firmata può essere utilizzata come “piena prova” in giudizio

Ciascuna vendita telematica funziona per mezzo di un software a cura del Ministero della Giustizia messo a disposizione dal gestore della vendita telematica, ovvero il soggetto autorizzato dal giudice a gestire la procedura d’asta.

Dopo che l’offerente ha inserito dati e documenti richiesti, il software genera l’offerta da firmare digitalmente. Al termine di questa operazione, il sistema elabora il documento completo (offerta_xxxxxxxxxxx.zip.p7m) da spedire via PEC all’indirizzo indicato nell’avviso di vendita.

Ci teniamo a precisare che la PEC è obbligatoria nelle aste telematiche e in nessun caso si può utilizzare il normale indirizzo email!

Quale firma digitale per le aste telematiche?

Il decreto ministeriale non specifica la tipologia di firma digitale necessaria per le aste telematiche, ma si limita a prevederne l’obbligatorietà.

Ciò significa che i partecipanti possono scegliere il soggetto certificatore che preferiscono (ad esempio InfoCert, Aruba, Actalis e molti altri), a patto che la documentazione presentata sia firmata digitalmente.

Come firmare le offerte telematiche?

Le modalità di partecipazione e presentazione dell’offerta nelle aste telematiche sono indicate nei documenti ufficiali del tribunale, in modo particolare nell’avviso di vendita e nel regolamento.

Per apporre la firma digitale si può utilizzare un qualsiasi dispositivo contenente un certificato digitale, ad esempio una smart card o una chiavetta USB.

Utilizzare questa tipologia di firma è molto semplice e non serve installare alcun software: basta trascinare l’icona del file da firmare nella casella “firma” e inserire la password quando il sistema lo richiede.

Una volta ultimato il deposito online, il sistema genera il file con l’offerta di acquisto che il partecipante dovrà prima scaricare e poi firmare digitalmente. Attenzione a non aprire il file in questione una volta scaricato: c’è il pericolo di invalidare l’offerta!

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