Potrebbe accadere, per svariati motivi che analizzeremo, che l'aggiudicatario voglia rinunciare alla casa che si è aggiudicato in asta. Può farlo secondo la legge?

L’aggiudicazione non è il momento conclusivo dell’asta giudiziaria. La proprietà dell’immobile infatti, viene trasferita all’acquirente soltanto dopo il saldo del prezzo e l’emissione del decreto di trasferimento. Questo atto del giudice esecutivo viene poi trasferito in cancelleria e successivamente annotato nei registri pubblici.

Per saldare il prezzo raggiunto in asta, l’aggiudicatario di solito ha a disposizione 120 giorni. Ma cosa succede se, in questo arco temporale, egli volesse o fosse costretto a rinunciare? Immaginiamo che l’aggiudicatario si rechi in banca per richiedere il mutuo e che gli venisse rifiutato. In questa circostanza si può cambiare idea e “annullare” l’effetto dell’asta? E quali sono le conseguenze? Se questo dubbio di tormenta, ecco una spiegazione approfondita.

Rinuncia all’immobile in asta: cosa dice la legge

Quando si decide di prendere parte ad un’asta giudiziaria, presentare la propria offerta d’acquisto ed eventualmente rilanciare, bisogna essere sicuri della decisione intrapresa. Il motivo è che le offerte presentate per legge si considerano “irrevocabili”; che si tratti di aste con incanto che senza incanto. Tale principio è espressamente sancito all’articolo 571 del C.p.c e confermato dalla Corte di cassazione in numerose pronunce, ad esempio nella n. 10971/1996:

“l’irrevocabilità è un requisito indispensabile per il raggiungimento dello scopo dell’atto, consistente nella possibilità di procedere all’aggiudicazione a un prezzo superiore a quello offerto dall’aggiudicatario provvisorio e, dunque, più vicino a quello realizzabile in una libera contrattazione.”

Dunque, in poche parole, rinunciare all’aggiudicazione non è possibile una volta che si è firmato il verbale disposto dal delegato alla vendita a conclusione della vendita. Tuttavia qualora non si versi il prezzo entro il termine stabilito dal giudice (solitamente 120 giorni), l’aggiudicazione decade automaticamente. Gli effetti della “decadenza” possono essere spiacevoli, a prescindere dal motivo dietro il mancato saldo del prezzo.

Le conseguenze: cosa rischia l’aggiudicatario se non paga la somma offerta

Posto che non esiste nel nostro ordinamento la possibilità di rinunciare all’asta in seguito all’aggiudicazione, qualcuno potrebbe pensare di ottenere lo stesso risultato omettendo il versamento. In realtà questa pratica è fortemente sconsigliata per diversi motivi. In primo luogo egli sarebbe costretto a rinunciare alla caparra precedente versata, che generalmente ammonta al 10% del prezzo offerto. E in secondo luogo potrebbe dover versare una somma ulteriore qualora l’immobile nell’incontro successivo venga venduto ad un prezzo inferiore. A tal proposito si veda l’art. 177 disp. att. C.p.c.:

“L’aggiudicatario inadempiente è condannato, con decreto del giudice dell’esecuzione, al pagamento della differenza tra il prezzo da lui offerto e quello minore per il quale è avvenuta la vendita.”

Dunque, posto che rinunciare non è ammesso dalla legge, il mancato saldo del prezzo produce le conseguenze che elenchiamo:

  • fa decadere l’aggiudicazione;
  • si perde la cauzione versata;
  • fa tornare il bene in asta nei tempi stabiliti dal tribunale.

Se nell’asta successiva l’immobile è venduto ad un prezzo inferiore, allora il precedente aggiudicatario dovrà pagamento di una somma pari alla differenza tra il prezzo offerto e quello di aggiudicazione, detratta la cauzione incamerata dalla procedura.

I nostri consigli

Comprare una casa in asta, o qualsiasi altro bene, è sicuramente una scelta molto conveniente in termini economici. Per questo sarebbe un peccato far decadere l’aggiudicazione e perdere la possibilità di concludere l’affare. Per evitare problemi e ripensamenti, la cosa più importante da fare è presentarsi il giorno dell’asta preparati sugli esiti possibili, sia in caso di aggiudicazione che di mancata aggiudicazione. Molte persone alle prime armi, infatti, ignorano il fatto che l’offerta d’acquisto una volta inviata sia irrevocabile. Seguendo i nostri consigli e richiedendo il nostro supporto, potrai fugare ogni dubbio e vivere il momento dell’asta con maggiore consapevolezza. Tra i consigli che diamo sempre ai nostri clienti ci sono:

  • analizzare con cura la perizia del tribunale, onde evitare l’inconsapevole presenza di difformità edilizie;
  • richiedere il mutuo in anticipo rispetto allo svolgimento dell’incanto, così da avere la certezza della liquidità necessaria a saldare il prezzo.

Se hai ancora dubbi, noi di Immobiliallasta.it possiamo aiutarti in maniera gratuita, poiché siamo pagati dai creditori e non dai clienti. Consulta il nostro sito o facci sapere cosa stai cercando, saremo noi a contattarti non appena avremo un immobile adatto alle tue esigenze.

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