Il delegato alla vendita è una figura fondamentale dell’asta, cosa cambia dopo la Riforma Cartabia

Tra le figure più importanti nelle aste immobiliari c’è sicuramente il delegato alla vendita. Un professionista che, con le dovute competenze, svolge il ruolo di “banditore” dell’asta, controlla le offerte presentate e decreta il vincitore.

Per svolgere questo ruolo serve il possesso di precisi requisiti stabiliti dalla legge. Tuttavia, l’entrata in vigore della Riforma Cartabia (d.lgs. 149 2022) – che modifica la disciplina del processo civile – ha apportato alcune modifiche al ruolo di delegato alla vendita. Le novità riguardano sia i requisiti sia le modalità per iscriversi nei registri.

Le modifiche apportate sono entrate in vigore il 30 giugno 2023. Ecco una panoramica su cosa è cambiato con la Riforma Cartabia per quanto riguarda il delegato alla vendita e quali sono le sue funzioni.

Chi è e cosa fa il delegato alla vendita nelle aste immobiliari

Il delegato alla vendita è una figura fondamentale per lo svolgimento delle aste immobiliari. Generalmente è un avvocato e, dietro nomina del giudice, gestisce tutte le fasi dell’asta:

  • preparare l’asta
  • raccoglie i documenti e le informazioni riguardanti l’immobile in vendita
  • fissa la data e il luogo dell’asta
  • pubblicizza l’asta
  • gestisce e registra le iscrizioni dei partecipanti

Talvolta tra i compiti del delegato alla vendita c’è anche quello di valutare il valore dell’immobile, quindi stabilire il prezzo base dell’asta, ovvero la somma a partire dalla quale si possono presentare le offerte d’acquisto. Di solito per questa operazione il delegato alla vendita collabora con periti ed esperti del settore immobiliare. In ogni caso i prezzi delle case all’asta sono inferiori rispetto a quelli sul mercato tradizionale, dato che lo scopo della vendita è ripagare i creditori dai debiti del debitore e non raggiungere il più alto profitto possibile. Anche per questo comprare casa all’asta è così conveniente.

Una volta iniziata l’asta, il delegato fa da “banditore” ed è responsabile del corretto andamento della procedura: raccoglie le offerte, verifica che ci sia tutta la documentazione, stabilisce chi è l’aggiudicatario. Talvolta le sue funzioni si estendono oltre la conclusione della vendita. Egli infatti potrebbe essere incaricato di redigere il decreto trasferimento dell’immobile, cioè l’atto formale con cui avviene il passaggio di proprietà tra il debitore e l’aggiudicatario.
Chi ne avesse bisogno, può contattare personalmente il delegato presso i recapiti forniti dal tribunale, email o numero di telefono.

Riforma Cartabia e delegato alla vendita: le novità

Il ruolo del delegato alla vendita cambia sensibilmente rispetto al passato. Con la Riforma Cartabia, il professionista delegato può iscriversi ad un solo elenco territoriale. Alla domanda vanno allegati alcuni documenti indispensabili (altrimenti si rischia l’esclusione):

  • certificato generale del casellario giudiziario
  • certificato/dichiarazione sostitutiva di certificazione di nascita
  • certificazione di residenza nel circondario del tribunale
  • certificato o dichiarazione sostitutiva di iscrizione all’ordine professionale
  • titoli e documenti idonei a dimostrare la specifica competenza tecnica richiesta

Ogni 6 mesi il Comitato di controllo dovrà verificare che il delegato rispetti ancora i requisiti richiesti. In caso contrario, può ordinare la sospensione o, nei casi più gravi, la cancellazione dall’elenco. La revoca comporta l’impossibilità di svolgere la mansione di delegato alla vendita nel triennio successivo.

Riforma Cartabia e delegato alla vendita: i nuovi requisiti

Per svolgere l’incarico di delegato alla vendita, la Riforma Cartabia prevede alcune novità. Chi fosse interessato deve dimostrare “specifica competenza tecnica ai fini della prima iscrizione nell’elenco” . I requisiti richiesti sono i seguenti:

  • aver svolto nei 5 anni precedenti almeno dieci incarichi di professionista delegato alle operazioni di vendita, senza revoche per mancato rispetto dei termini o mancato rispetto delle direttive stabilite dal giudice
  • avere il titolo di “avvocato specialista in diritto dell’esecuzione forzata”
  • aver frequentato scuole o corsi di alta formazione organizzati dal Consiglio nazionale forense, dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili o dal Consiglio nazionale del notariato

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