Cos'è la restrizione ipotecaria, da non confondere con la riduzione, e quanto costa

Che si tratti di prima o seconda casa, la banca che concede il mutuo pretende l’iscrizione dell’ipoteca sull’immobile a garanzia del pagamento del debito. Ciò significa che la banca erogatrice della somma di denaro può appropriarsi dell’immobile qualora il mutuatario non dovesse pagare le rate del mutuo.

L’ipoteca viene cancellata una volta che il richiedente abbia restituito la somma prestata, entro i termini stabiliti o prima (ad esempio in caso di una vincita inaspettata o un’eredità). Ma esiste un altro modo per liberarsi, seppur in parte, dell’ipoteca sulla casa: la resezione ipotecaria. Cosa significa esattamente e come funziona?

In questo approfondimento vedremo cosa si intende per restrizione ipotecaria, cosa significa, quali documenti servono per chiederla e la panoramica dei costi (compresa la spesa per l’atto del notaio).

Cos’è e cosa significa “restrizione ipotecaria”

La restrizione dell’ipoteca è lo strumento con cui un debitore che ha un mutuo sulle spalle può “liberare” uno o più immobili dall’ipoteca iscritta dalla banca.
La disciplina di questo strumento è prevista all’articolo 39, comma 5, Testo Unico Bancario e significa che il debitore che richiede la restrizione può avere la liberazione parziale di uno o più immobili ipotecati ad una condizione: dalla perizia tecnica deve risultare che gli immobili restanti siano sufficienti come garanzia del debito residuo. Più precisamente, la normativa prevede che il rapporto tra il valore dell’abitazione e il debito restante non debba superare l’80%.
Il significato di restrizione ipotecaria non si deve confondere con la cancellazione dell’ipoteca. Quest’ultima cancella in via definitiva l’ipoteca, mentre la restrizione la circoscrive ad alcuni immobili.

La differenza tra la restrizione ipotecaria e la riduzione

Chiarito il significato di restrizione ipotecaria, bisogna fare attenzione a non confondere questo concetto con un procedimento simile ma non uguale: cioè la riduzione ipotecaria. Quest’ultima è meno usata e di conseguenza poco conosciuta.

La riduzione dell’ipoteca (secondo l’articolo 39, comma 5 del Testo Unico Bancario) consiste nella riduzione proporzionale della somma iscritta come ipoteca una volta che il debitore ha estinto la quinta parte del debito originario.

Attenzione a questa differenza fondamentale: la restrizione ipotecaria si può chiedere solo se i beni iscritti a titolo di ipoteca sono più di uno; invece in presenza di un unico immobile è più corretto parlare di “riduzione”.

Come chiedere la restrizione ipotecaria

La restrizione ipotecaria non è un procedimento automatico, si ottiene a seguito di una specifica richiesta formale. Chi desidera ridurre l’ipoteca sulla propria casa deve presentare un’istanza alla banca che ha concesso il mutuo. A questo punto la banca indicherà la documentazione da allegare per motivare la richiesta. Generalmente per chiedere la restrizione ipotecaria, gli istituti bancari pretendono i documenti seguenti:

  • un documento di riconoscimento del richiedente
  • la prova dei pagamenti effettuati
  • la documentazione della perizia tecnica sull’immobile (fatta da un professionista incaricato dalla banca)

Una volta presentata tutta la documentazione, la banca può accettare o negare la richiesta. In caso di accoglimento, si avrà il via libera alla restrizione ipotecaria dell’immobile. In caso di diniego il mutuatario può fare ricorso al tribunale e chiedere un nuovo studio del caso.

Quanto costa?

La restrizione ipotecaria è un procedimento a pagamento. Il suo costo varia in base al valore dell’immobile sul quale è stata iscritta l’ipoteca. Per ottenere la restrizione il richiedente deve versare un’imposta pari allo 0,5% del valore dell’abitazione da calcolare sull’importo dell’ipoteca iscritta.
All’imposta si devono aggiungere le spese di cancelleria per la cancellazione dell’ipoteca (circa 35 euro) e i diritti di Conservatoria (circa 100 euro). A questi costi sono da aggiungere 300 euro di perizia tecnica a carico del mutuatario, necessaria per valutare l’immobile oggetto di restrizione ipotecaria.

Il costo complessivo comprende poi le spese necessarie per la stipulazione dell’atto notarile. Infatti per procedere con la restrizione ipotecaria è necessario rivolgersi a un notaio e stipulare un atto pubblico. La spesa per l’atto di restrizione dipendo dalla parcella del professionista, che di solito varia in base alla complessità dell’atto, al prestigio dello studio notarile e alla città. Il richiedente può scegliere se affidarsi a un notaio indicato dall’istituto bancario oppure sceglierne uno autonomamente.

Il mutuo è sicuramente una delle principali preoccupazioni degli italiani, specialmente in questo periodo caratterizzato dal rialzo dei tassi di interesse. Ma c’è una cosa che ancora pochi sanno: comprando all’asta si possono trovare immobili di ogni tipo a prezzi molto più bassi! E questo vuol dire poter risparmiare importanti somme di denaro da usare per ristrutturare l’immobile o per altri progetti.

Se non sai dove trovare gli annunci delle case all’asta dovresti dare un’occhiata al portale online Immobiliallasta.it: qui ti aspettano abitazioni all’asta per tutti i gusti e fasce di prezzo. E se non conosci le regole per partecipare all’asta potrai avere il supporto costante di esperti del settore!


Iscriviti per ricevere la newsletter settimanale

Lascia un commento