La presenza di abusi non osta alla richiesta di mutuo per le case all'asta. Inoltre c'è da considerare la prescrizione. Ecco quanto aspettare.

La prescrizione di un abuso edilizio è uno dei dubbi ricorrenti di chi si approccia agli immobili in asta. Infatti può capitare che una casa staggita abbia delle difformità che il nuovo acquirente dovrà sanare.

Fortunatamente la presenza di un abuso non è una causa ostativa alla richiesta di mutuo. Questa è una eccezione prevista dal legislatore per favorire le vendite giudiziarie. Invece sul mercato tradizionale vigono regole più severe, dato che è vietata la compravendita di immobili che non siano in regola con il catasto.

Anche gli abusi cadono in prescrizione vuol dire che, trascorso un certo lasso di tempo, non si rischia più alcuna sanzione (pecuniaria o ordine di demolizione). Tutti i dettagli nella nostra guida!

Case all’asta: quando va in prescrizione un abuso edilizio

Prima di partecipare ad una vendita all’asta è importante leggere attentamente la perizia di stima messa a disposizione dal tribunale. Qui sono indicate le caratteristiche dell’unità immobiliare, quindi metri quadrati, planimetria, stato complessivo e – se presenti – abusi edilizi.

La domanda a questo punto sorge spontanea: quando cadono in prescrizione? Secondo la legge gli abusi si prescrivono dopo 4 anni. Mentre, se il responsabile ha subito un processo con relativa condanna, la prescrizione scatta dopo 5 anni.

Una precisazione è d’obbligo: la prescrizione riguarda soltanto la sanzione penale (cioè il reato) invece non vale per l’ordine di demolizione da parte della Pubblica Amministrazione.

A rispondere del fatto è sempre l’autore dell’abuso, anche se il bene nel frattempo è stato venduto o donato.

La prescrizione degli abusi dopo 4 o 5 anni è automatica. Vuol dire che il proprietario dell’immobile non deve fare nulla per farla valere.

Nel nostro ordinamento che si aggiudica un bene all’asta con abusi può richiedere un mutuo nelle forme ordinarie, senza particolari difficoltà, ma ha l’obbligo di sanare la difformità ottenuta la proprietà dell’immobile.

Da quando decorre?

Per calcolare i tempi di prescrizione è fondamentale conoscere da quando tale termine inizia a decorrere.

La legge applica diversi criteri:

  • a partire dall’ultimazione dell’opera abusiva;
  • dal giorno dell’emanazione della sentenza con l’ordine di demolizione o sanatoria;
  • dal giorno dell’esecuzione dell’ordine di sequestro del cantiere abusivo.

Una volta individuato il momento esatto da cui parte il calcolo è possibile risalire alla prescrizione.

Come sanare gli abusi di un immobile all’asta

Un immobile acquistato all’asta potrebbe avere gravi abusi oppure – nella maggior parte dei casi – abusi di lieve entità. Non per questo bisogna farsi scappare l’opportunità di comprare una casa ad un prezzo imbattibile.

L’aggiudicatario deve chiedere la sanatoria presso il Comune in cui l’immobile è ubicato se:

  • l’opera è stata realizzata senza i permessi a costruire;
  • manca la SCIA, ovvero la segnalazione certificata di inizio attività.

Noi di Immobiliallasta.it consigliamo sempre ai nostri clienti di farsi aiutare da esperti del settore per prevedere a quanto ammontano le spese per sanare gli abusi. In questo modo si eviteranno brutte sorprese.

Ad esempio i nostri tecnici sono in grado di valutare l’entità delle difformità edilizie e, quindi, prevedere il monte spesa in caso di aggiudicazione.

Se intendi partecipare ad un’asta ma non sai come fare, quanto costa e a cosa fare attenzione, noi di Immobiliallasta.it possiamo aiutarti! E il nostro servizio, a differenza delle agenzie immobiliari, è totalmente gratuito perché pagato dal creditore. Cosa aspetti?

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