Che succede in caso di porta finestra murata, serve la CILA o la SCIA?

Una porta finestra murata può essere una bella seccatura. Può capitare che il precedente proprietario o un parente dal quale si è ricevuto la casa in eredità abbia deciso di murare una o più finestre. Con questo intervento si ha una modifica sostanziale degli ambienti, venendo a mancare un ingresso e una fonte di luce.

Non si tratta però necessariamente di una condizione definitiva. Chi lo desidera può avviare l’iter burocratico per chiedere la riapertura della porta finestra murata. Tuttavia bisogna rispettare la procedura stabilita dalla legge, rivolgersi ad una ditta specializzata e comunicare i lavori all’ufficio territoriale competente.

Per aprire la porta finestra murata serve la CILA? Oppure è necessaria la SCIA? Ecco qual è la corretta procedura da seguire.

Porta finestra murata e CILA: che autorizzazione serve?

Il dubbio sull’autorizzazione necessaria per aprire una porta finestra murata è stato risolto dal Tar Lazio, nella sentenza 809/2024. Nel caso di specie, il Comune aveva chiesto al cittadino di interrompere i lavori poiché non era stato dato il permesso di costruire.

Al contrario, il Tar Lazio ha stabilito che se la riapertura della porta finestra murata non modifica le planimetrie depositate e non danneggia l’aspetto esterno dell’edificio, non serve il permesso di costruire. Questo intervento – conclude il Tar Lazio – rientra tra i lavori in edilizia libera. Ne consegue che per aprire la porta finestra murata basta una comunicazione di inizio attività.

La sentenza recita quanto segue:

i lavori effettuati dal ricorrente, consistenti in opere di demolizione e di costruzione di tramezzi interni, possono ben rientrare nella categoria degli interventi edilizi liberi, i quali, ai sensi dell’articolo 22 del TU Edilizio non richiedono alcun titolo autorizzatorio, essendo sufficiente la mera comunicazione di inizio attività (ferma la presentazione del relativo progetto asseverata da un tecnico abilitato e salva denuncia di fine lavori).

CILA o SCIA?

Quanto stabilito dal Tar Lazio vuol dire che, in via generale, se i lavori interni non riguardano elementi strutturali dell’edificio e non comportano il cambio di destinazione d’uso, è sufficiente una CILA.
La CILA, ovvero la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata, serve ad abilitare le opere di manutenzione straordinaria leggera, ad esempio:

  • realizzazione di aperture
  • ampliamento di porte interne
  • sostituire delle parti non strutturali

Può capitare a tutti di dover fare dei lavori in casa, di manutenzione ordinaria o straordinaria, e di avere qualche abuso edilizi da risolvere. Fortunatamente la legge offre diversi rimedi per questo genere di problemi, che spesso si risolvono pagando una multa e realizzando piccoli lavori in muratura.

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