Quali sono le conseguenze in caso di offerta all’asta senza la marca da bollo di 16 euro? Ecco cosa succede.

L’offerta per partecipare all’asta deve avere la marca da bollo di 16 euro. Questo adempimento rientra (insieme alla cauzione) tra i pochi costi che sono a carico di coloro che decidono di partecipare ad una vendita giudiziaria.

La marca da bollo è richiesta a prescindere dalla tipologia di asta, classica, telematica, con o senza incanto.

Che succede se un’offerta è senza bollo? Quali sono le conseguenze di questa dimenticanza? Lo spiegheremo in questo articolo citando anche il parere della Corte di cassazione.

Cosa succede alle offerte senza marca da bollo da 16 euro

Per capire cosa succede alle offerte senza marca da bollo bisogna andare a vedere il dettato normativo sulle aste.

Se è vero, da una parte, che gli avvisi di vendita e le comunicazioni dei tribunali prevedano la marca da bollo tra i requisiti per partecipare all’asta, è vero anche che nessuna legge imponga l’esclusione delle offerte che se ne sono prive.

Quindi, detto in maniera molto semplice, le offerte senza la marca da bollo si considerano comunque valide ai fini della partecipazione all’esecuzione giudiziaria. E, dunque, i partecipanti che non l’hanno comprata e apposta non possono essere esclusi.

Ciò perché l’assenza della marca da bollo non rientra tra le cause di inammissibilità alle vendite giudiziarie come, invece, è il fatto di avere un conflitto d’interesse con la procedura (ad esempio se a presentare l’offerta è il debitore esecutato).

Quanto detto trova conferma nella sentenza n. 3303 del 10/04/96 della Corte di cassazione, sostenuta da molteplici pronunce più recenti.

L’unica conseguenza in caso di offerta senza bollo sarà di natura tributaria (ai sensi dall’articolo 19 d.P.R. n. 642/1972, modificato dall’articolo 16 d.P.R. n. 955/1982): ad esempio il delegato incaricato dal tribunale potrebbe trattenere l’importo del bollo omesso – quindi 16 euro – dalla cauzione.

Che succede se manca la marca da bollo

Proviamo ad analizzare quali potrebbero essere le conseguenze sul piano pratico dell’offerta senza marca da bollo.

Innanzitutto bisogna distinguere tra le classiche aste in presenza e quelle telematiche, in cui sia il deposito che l’apertura delle buste si svolgono online.

Di solito nelle aste tradizionali, il delegato interrompe la vendita per il tempo necessario a recuperare la marca da bollo mancante presso il tabaccaio più vicino o sul portale dell’Agenzia delle Entrate.

Nelle aste telematiche, invece, generalmente si può procedere senza marca da bollo ma il suo importo viene detratto dall’assegno circolare versato a titolo di cauzione (a prescindere dall’aggiudicazione).

Posso oppormi contro l’aggiudicatario che era senza marca da bollo?

No, nessuno può fare opposizione contro l’aggiudicazione di un partecipante che era privo di marca da bollo. Questo perché, come abbiamo già evidenziato, l’offerta senza bollo non ostacola il corretto svolgimento dell’asta.

Dunque può aggiudicarsi l’immobile, nel pieno rispetto delle norme sulle aste, anche un offerente che abbia acquistato il bollo tardivamente o non lo abbia acquistato affatto.

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Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Manuel

    Dove va applicata la marca da bollo? Grazie

    1. Buongiorno Manuel e grazie per il tuo commento,
      il punto esatto in cui apporre la marca da bollo da 16 euro è indicato sul modello di offerta d’acquisto in corrispondenza della scritta “marca da bollo” e delle linee tratteggiate. In caso contrario sei libero di metterla dove preferisci, anche se di norma andrebbe sempre applicata in alto a destra.
      Un saluto dal team Immobiliallasta.it

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