C'è una nuova tassa per i proprietari di case ristrutturare con il Superbonus: cosa sapere

A partire da gennaio 2024 chi ha usufruito del bonus 110%, cioè del Superbonus per ristrutturare la casa e renderla più efficiente, dovrà pagare una nuova imposta. La nuova tassa Superbonus si applica in caso di compravendita, e cioè se il proprietario decide di vendere l’immobile ristrutturato per guadagnare sul maggior valore di mercato.

Ecco cos’è la nuova tassa Superbonus, quando si applica, chi deve pagare e i casi di esclusione dal versamento previsti dalla legge.

Nuova tassa Superbonus,  le ultime novità

La circolare n. 13/E del 13 giugno 2024 dell’Agenzia delle Entrate ha spiegato le modalità operative di applicazione della nuova tassa Superbonus, annunciata dal governo mesi fa.
Si tratta di una tassazione extra che i proprietari degli immobili ristrutturati con il Superbonus devono pagare sulla plusvalenza. Un modo con cui il governo vuole evitare intenti speculativi, per impedire che i cittadini usino i bonus fiscali per migliorare la propria abitazione e poi rivenderla ad un prezzo maggiorato.
La nuova tassa sul Superbonus si applica dal 1° gennaio 2024 ed è pari al 26% sulle plusvalenze derivanti dalla vendita di un immobile. Vi è però un requisito temporale: la nuova tassa si applica alle compravendite avvenute prima dei 10 anni dalla conclusione dei lavori di ristrutturazione con Superbonus.

Chi deve pagare la nuova tassa Superbonus e quanto si paga

L’imposta sulla compravendita degli immobili che hanno subito i lavori agevolati dal Superbonus è pari al 26% da applicare sulla plusvalenza. Per “plusvalenza” si intende la differenza tra il valore dell’immobile prima dei lavori Superbonus e il valore finale, maggiorato grazie agli interventi di efficientamento energetico.

La nuova tassa si applica a prescindere dalla percentuale della detrazione spettante, se 110%, 90% o 70%, e va versata al momento della compravendita.
La legge, tuttavia, prevede alcuni casi di esclusione dal pagamento di questa nuova imposta; in particolare non si applica su:
  • immobili adibiti a prima casa per la maggior parte dei 10 anni precedenti alla vendita
  • immobili ereditati
  • immobili ricevuti in donazione

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