Chi paga le bollette di luce, gas e acqua dell'inquilino moroso e come chiedere lo sfratto

Locare un appartamento è una fonte di guadagno considerevole, in molti casi permette di avere una vera e propria rendita e di arrotondare lo stipendio. Tuttavia dal contratto di affitto possono derivare alcuni problemi, il primo tra questi è l’ipotesi in cui l’inquilino o gli inquilini non paghino il canone.

Se il mancato pagamento perdura nel tempo l’inquilino diventa moroso e il proprietario di casa può intentare una causa in tribunale per chiedere lo sfratto e riappropriarsi del suo appartamento.

La procedura di sfratto, tuttavia, non è immediata: serve un lasso di tempo necessario al tribunale per emettere l’ordine di sfratto e poi per liberare l’immobile. Durante questo arco temporale chi è che paga le bollette? In altre parole, in caso di inquilino moroso le utenze chi le paga, il proprietario o chi resta ad abitare nell’immobile? Un dubbio la cui risposta non è affatto scontata: ecco cosa dice il Codice civile.

Quando l’inquilino diventa moroso e significato

Prima di analizzare la controversia sulle bollette, è utile spiegare cosa significa per legge “inquilino moroso” e quando si considera tale. Secondo le regole del nostro Codice civile, un inquilino, cioè colui che è parte di un contratto di affitto, diventa “moroso” nel momento in cui non paga ripetutamente i canoni di locazione concordati nel contratto. Insomma è moroso chi non rispetta le regole pattuite con il proprietario di casa, sia circa le tempistiche per versare il canone sia circa l’importo.

La qualifica di “moroso” scatta dopo che l’inquilino omette o ritarda il pagamento del canone di oltre 30 giorni rispetto alla data indicata nel contratto.

Come chiedere lo sfratto

L’iter legale per chiedere che un inquilino moroso lasci l’appartamento si chiama “sfratto”. Si tratta di una procedura giudiziaria che deve avvenire seguendo diversi passaggi:

  • inviare una lettera di diffida intimando l’inquilino a pagare i canoni mancanti entro un mese
  • rivolgersi a un avvocato, nel caso in cui la lettera di diffida non abbia effetto
  • chiedere al giudice di emettere l’ordinanza di sfratto e l’ingiunzione di pagamento

Per quanto riguarda le tempistiche, di solito per lo sfratto dell’inquilino moroso servono dai 4 ai 6 mesi per l’invio del precetto e l’esecuzione effettiva; in definitiva, nella maggior parte dei casi, l’intera procedura ha una durata media dagli 8 ai 12 mesi.

Inquilino moroso, chi paga le utenze in caso di sfratto

Può accadere che il conduttore, cioè il proprietario della casa, conceda il suo appartamento in locazione con le utenze di luce, gas e acqua intestate a suo nome, e non a quello degli inquilini. In tal caso chi paga le utenze se l’inquilino è moroso?

Il problema è capire chi deve accollarsi la spesa per le utenze e se il locatore sia legittimato a sospendere i pagamenti delle bollette a lui intestate, in modo tale che le società erogatrici dei servizi cessino le forniture. L’effetto della cessione del pagamento sarebbe quello di far vivere l’inquilino senza luce, gas, riscaldamento e acqua.

Altra ipotesi è che il proprietario di casa sia obbligato a pagare le bollette fino al giorno di esecuzione dello sfratto da parte dell’ufficiale giudiziario.

Il proprietario di casa può sospendere le utenze se l’inquilino moroso non paga le utenze?

Anche in caso di inquilino moroso, cioè che non paga i canoni di affitto concordati, il proprietario dell’immobile non può sospendere le utenze. Lo prevede l’articolo 1575 del Codice civile che recita quanto segue:

il locatore deve: consegnare al conduttore la cosa locata in buono stato di manutenzione; mantenerla in stato da servire all’uso convenuto; garantirne il pacifico godimento durante la locazione.

In conclusione, il proprietario dell’appartamento non può sospendere i contratti di luce e gas, nemmeno se lui stesso si trova in uno stato di difficoltà economica.

Nel caso in cui il locatore sospenda le utenze, sia prima che dopo la convalida dello sfratto da parte del giudice, può incorrere in alcune spiacevoli conseguenze; in particolare rischia una eccezione di inadempimento nonché la richiesta di risarcimento danni da parte dell’inquilino moroso.

Gli sfratti immobiliari sono uno dei tanti fattori da prendere in considerazione quando si parla di immobili. Non è raro infatti che gli inquilini non paghino i canoni o che decidano di non lasciare la casa alla scadenza del contratto. Per fortuna la legge offre diversi rimedi per tutelarsi da situazioni del genere. Nonostante gli imprevisti – che possono capitare – affittare un immobile si rivela quasi sempre una scelta economicamente conveniente per il proprietario di casa. Per questo molte persone sono interessate ad avere immobili con inquilini all’interno da mettere a reddito. Forse non sai che un ottimo canale di vendita per acquistare immobili, sia liberi che con inquilini all’interno, sono le aste immobiliari. Con le aste si risparmia fino al 40% e si ha il vantaggio di avere un immobile già “controllato” dal giudice e da un perito tecnico.

Trovare annunci interessanti di case all’asta è più facile di quanto si pensi: consulta il sito Immobiliallasta.it, il portale autorizzato dal Ministero della Giustizia grazie al quale comprare casa all’asta in totale sicurezza!


Iscriviti per ricevere la newsletter settimanale

Lascia un commento