Ecco in quali casi non devi pagare l'Imposta Municipale Unica all'Agenzia delle Entrate

L’Imu, Imposta Municipale Unica, è una tassa che va versata ogni anno all’Agenzia delle Entrate per il possesso di seconde e terze case. Invece non si deve pagare sulla “prima casa, ovvero l’abitazione principale del proprietario. Anche se, come ti spiegheremo in questo articolo, non mancano le eccezioni. Infatti in alcuni casi l’Imu va pagata anche sulla prima casa. L’ipotesi di prima casa senza residenza è uno di questi?

Facciamo chiarezza sulle regole dell’Imu prima casa 2023 alla luce delle recenti modifiche attuate dalla Legge di Bilancio e della Corte costituzionale.

Imu prima casa 2023, che succede se non ho la residenza?

Solitamente la prima casa coincide con l’indirizzo di residenza del proprietario o dei proprietari che vi abitano. Ciò perché l’abitazione principale dovrebbe essere il punto di riferimento della famiglia, dove si trascorre la maggior parte dell’anno (a differenze delle case vacanze).

Chi acquista la sua prima casa ha diritto ad una serie di agevolazioni ed esenzioni (ad esempio sulle condizioni del mutuo), ma ad un requisito: l’acquirente deve spostare la residenza entro 18 mesi dalla data del rogito dinanzi al notaio.

Ma può capitare che, ad esempio per motivi di “forza maggiore”, non sia possibile trasferirsi nell’immobile entro questo lasso di tempo. Immagina il caso in cui siano necessari ingenti lavori di ristrutturazione o efficientamento energetico che richiedono molto tempo.

Ma veniamo al dunque. Che succede se hai un immobile prima casa, per il quale hai beneficiato delle agevolazioni esistenti (come il bonus prima casa), ma hai la residenza da un’altra parte? Dovrai pagare l’Imu? E se sì, quanto?

Il fatto di non avere la residenza nella prima casa implica che sei tenuto a versare l’Imposta municipale unica.

IMU prima casa 2023 senza residenza: le regole

Se hai un immobile “prima casa” ma la residenza in un altro indirizzo, anche se si trova nello stesso Comune, dovrai versare l’Imu in base alle regole ordinarie.

Prendiamo il caso di un proprietario che decide di mettere in affitto l’immobile “prima casa” e di vivere altrove, magari nella casa al mare o all’estero. In questi casi dovrà pagare l’Imu perché solo chi ha la “dimora abituale” ha diritto all’esenzione.

Esiste però un caso in cui si può avere lo sconto. Ad esempio se concedi la tua prima casa in comodato d’uso a genitori, figli, fratelli puoi chiedere lo sconto del 50%. Quindi pagherai l’Imu la metà.
Per avere lo sconto però devi soddisfare tre condizioni:

  • il contratto di comodato d’uso deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate
  • i comodatari devono usare l’immobile come abitazione principale
  • dovrai avere la residenza nello stesso Comune in cui si trova l’immobile dato in comodato

L’esenzione per i coniugi

Una recente sentenza della Corte costituzionale ha sancito il ritorno della doppia esenzione Imu per le coppie sposate che risiedono in immobili diversi, anche all’interno dello stesso Comune. Vuol dire che i coniugi non legalmente separati o che per motivi di lavoro vivono in due case diverse non devono pagare l’Imu sull’abitazione principale nel 2023.

La doppia esenzione non si applica se l’abitazione principale è una casa di lusso, signorile, villa o castello.
Inoltre, la Legge di Bilancio per il 2023 ha aggiunto un’altra ipotesi di esenzione: i proprietari di case abusivamente occupate non devono pagare l’Imu, a prescindere dal tipo di immobile e dalla situazione reddituale.

In questi casi si paga l’Imu anche sulla prima casa

Come abbiamo visto, l’Imposta municipale unica non è dovuta per gli immobili prima casa. Questa regola serve per agevolare le famiglie e non appesantire il carico delle spese di gestione (già ingente) che grava sul mantenimento degli immobili di proprietà.

Ma ogni regola conosce le sue eccezioni, anche il pagamento dell’Imu. Chi possiede come “prima casa” un immobile di lusso, una casa signorile, villa o castello è tenuto al versamento. Quindi l’esenzione non si applica per le prime case in queste categorie catastali: A/1, A/8 e A/9.

Possedere un immobile vuol dire dover pagare alcune tasse, talvolta anche se si tratta della prima casa. Ma esiste un modo alternativo di acquistare prime o seconde case che ti permette di risparmiare un bel po’ di soldi, che magari puoi investire in altro: le aste immobiliari. Ogni anno molti immobili vengono pignorati e poi affidati ai tribunali che gestiscono le vendite giudiziarie a prezzi davvero convenienti. Ma dove puoi trovare le case all’asta? Dai un’occhiata al portale Immobiliallasta.it, troverai diverse possibilità di acquisto per tutti i gusti!


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