Quando si parla di case all’asta spesso si utilizza il termine “immobile staggito”: vediamo cosa significa e perché si usa.

Ci sono molti termini che appartengono al gergo delle aste immobiliari sconosciuti ai più. Tra questi c’è senza dubbio “immobile staggito”, espressione che si ritrova spesso nelle ordinanze o avvisi di vendita e, in generale, nei documenti dei tribunali.

Il significato di immobile staggito non è intuitivo perché ha un’etimologia di origine longobarda. Sei curioso di sapere che vuol dire? Allora continua a leggere questo approfondimento.

Significato di immobile staggito

“Comprare all’asta un immobile staggito”, “visionare i beni staggiti presso il debitore”, “trasferimento dell’immobile staggito”… Il termine “staggito” è largamente utilizzato quando si parla di aste di mobili e immobili. Si tratta di una parola appartenente al vocabolario giuridico delle esecuzioni giudiziarie e, per questo, estraneo al linguaggio della vita quotidiana.

Il significato di “staggito” è “sequestrato”, “pignorato” o “arrestato” e per questo quando ci si riferisce ad un immobile staggito si vuole indicare l’unità immobiliare del debitore sottoposta al pignoramento.

Il vocabolario della lingua italiana attribuisce a questa parola due macro significati:

  • staggire nel senso di sottoporre un bene del debitore ad un vincolo giuridico per saldare un debito, rendendolo indisponibile (come avviene con il pignoramento immobiliare);
  • staggire qualcuno, nel senso di trattenere un soggetto in carcere perché non ha pagato i propri debiti.

Solitamente i termini utilizzati in ambito giudiziario (soprattutto nelle aste) hanno un’origine latina; la parola “staggito” invece probabilmente deriva dalla lingua longobarda del XIV secolo. Precisamente da “stadjan” che letteralmente significa “arrestare”. Forse da questo termine proviene anche la parola “ostaggio”.

In conclusione, si definisce staggito un bene mobile o immobile del debitore esecutato sottoposto ad un vincolo giuridico e materiale per garantire il soddisfacimento di un credito. Vuol dire che il bene staggito – quindi pignorato – non può essere venduto, locato o danneggiato.

Quando un immobile si definisce staggito?

Il presupposto affinché un certo bene possa essere definito “staggito” è che su di esso sia avvenuto un pignoramento immobiliare.

Se un debitore non paga il proprio debito, il o i creditori possono adire le vie legali e notificare il titolo esecutivo con il quale intimano il pagamento di quanto dovuto. Nella richiesta saranno descritti i fatti, l’ammontare del debito e le modalità di pagamento.

Al debitore devono essere garantiti 10 giorni di tempo per saldare il debito spontaneamente. Se tale termine trascorre inutilmente si può eseguire il pignoramento vero e proprio con il quale il bene esce dalla disponibilità del debitore. Ciò vuol dire che egli non potrà venderlo, donarlo e nemmeno alterare la destinazione d’uso. In altre parole il bene pignorato, quindi staggito, deve conservare le sue caratteristiche per consentire al creditore di recuperare il credito tramite la vendita in asta.

Affinché il pignoramento sia valido occorre eseguire un ulteriore passaggio burocratico: registrare il vincolo sull’immobile nei Registri delle Conservatorie. Per farlo l’avvocato del creditore deve spedire l’atto di precetto da cui si evince il pignoramento (che sarà trascritto e registrato) e aspettare la notifica di ritorno.

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