L’Iva va versata anche in caso di immobile all’asta in costruzione. Ecco quando e quanto

Con le aste si fanno grandi affari. Chi partecipa e si aggiudica un immobile può concludere la vendita ad un prezzo vantaggioso e utilizzare la somma risparmiata per lavori di ristrutturazione e restauro o per altri progetti.

Come nelle compravendite tradizionali, anche nelle aste giudiziarie ci sono delle imposte da versare. Una di queste è l’Iva, l’imposta sul valore aggiunto da versare al costruttore. Nonostante le tasse da pagare, l’acquisto di un’abitazione all’asta resta una scelta economicamente vantaggiosa e sicura.

Nel caso di un immobile in costruzione quanto si paga di Iva e come si stabilisce la percentuale?

Per determinare il valore dell’Imposta sul valore aggiunto ci sono alcune precisazioni da fare che riguardano la tipologia di immobile e l’anno di ultimazione dei lavori. Ecco cosa dice la legge e quanto versare.

Gli immobili in costruzione possono essere venduti all’asta?

Un fabbricato in costruzione o appena terminato può essere venduto all’asta per diversi motivi. Il più frequente è il fallimento dell’impresa costruttrice. Ciò avviene quando l’impresa, per svariate ragioni, non riesce più a pagare i propri debiti e, di conseguenza, chiede di avviare il procedimento legale di fallimento e di liquidazione dei beni. E così case, ville e locali commerciali possono andare all’asta, a prezzi bassi e convenienti per chi se li aggiudica.

L’asta di un immobile in costruzione – o appena ultimato – si svolge nelle stesse modalità degli altri. Il tribunale incaricato della vendita stabilisce il prezzo base, le condizioni per partecipare e le modalità della vendita (se tradizionale in presenza oppure in via telematica).

Si aggiudica l’immobile in costruzione all’asta chi offre il prezzo più alto. Chi vince l’asta deve saldare il prezzo nei tempi e nei modi previsti dagli atti del tribunale e, insieme al saldo del prezzo, dovrà versare alcune tasse e spese accessorie.

Tra le tasse da pagare, in alcuni casi, c’è anche l’Imposta sul valore aggiunto.

Immobile in costruzione e Iva, in quali casi si paga e quanto

Chi acquista una casa direttamente dal costruttore deve versare l’Iva, lo stesso accade se l’immobile pignorato e poi venduto all’asta appartiene a ditte di costruzione o ristrutturazione. L’Iva su immobili comprati in asta si paga a 3 condizioni:

  • il debitore pignorato è l’impresa che ha eseguito i lavori e non sono trascorsi più di 5 anni dalla data di costruzione/ultimazione del fabbricato
  • nella documentazione dell’asta è espressamente indicata l’opzione per l’imposizione fiscale
  • l’immobile all’asta è un “alloggio sociale”, in tal caso la condizione è che il cedente abbia espresso l’opzione per richiedere l’Iva al compratore

Iva immobile all’asta, quanto dovrà pagare l’aggiudicatario?

Ricapitolando, chi si aggiudica un immobile in costruzione all’asta deve versare l’Imposta sul valore aggiunto nella misura indicata dalla legge. Se il soggetto pignorato è un’impresa costruttrice o di ristrutturazioni, colui o colei che si aggiudica la casa deve pagare:

  • l’Iva al 4%, se sono trascorsi meno di 5 anni dalla data di ultimazione dei lavori
  • il 10% se l’immobile aggiudicato non è “l’abitazione principale”, ad esempio se si tratta della seconda casa di villeggiatura o di un appartamento acquisto per investimento e da affittare
  • il 22% se l’immobile in questione è una villa di lusso, appartenente alle categorie catastali A8 (ville), A1 (abitazioni signorili) e la A9 (castelli e palazzi signorili)

Se si tratta di prima casa, l’aggiudicatario dell’immobile in asta avrà diverse agevolazioni fiscali:

  • imposta di registro del 2%, non il 9% come per la seconda casa
  • imposta ipotecaria e catastale fissa di 50 euro

Mentre nel caso di impresa soggetta ad Iva, le tasse da pagare sono:

  • l’Iva al 4%
  • imposta di registro, ipotecaria e catastale di 200 euro ciascuna

Quando si compra una casa, oltre al prezzo di acquisto, si devono considerare altre voci di spesa, le tasse da versare all’Agenzia delle Entrate, il compenso del notaio per l’atto di compravendita e la percentuale da versare all’agenzia immobiliare.

Molti di questi costi si possono abbattere comprando nelle aste immobiliari. Le case pignorate e poi messe in vendita hanno prezzi decisamente più bassi e anche le spese accessorie sono inferiori. Cosa aspetti allora a partecipare ad un’asta giudiziaria? Sul sito Immobiliallasta.it troverai tantissimi annunci, con prezzi chiari, planimetrie e altre informazioni di cui hai bisogno.


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