Che succede se padre e madre del debitore partecipano all’asta per comprare l’immobile del figlio? Ecco tutte le conseguenze.

La ragione per cui una casa viene prima pignorata e poi messa all’asta è il mancato pagamento dei debiti, spesso delle rate del mutuo. Se non si riesce ad evitare la vendita, potrebbe accadere che i genitori o altri parenti dell’esecutato provino ad acquistare l’immobile per sé o per restituirlo al figlio. Difatti, secondo la legge, nulla osta ad amici, congiunti e parenti stretti del debitore prendere parte alla vendita, fare offerte ed essere dichiarati aggiudicatari.

Anche se questa pratica è prevista dal dettato normativo, di fatto l’acquisto da parte dei genitori del debitore è ostacolato dalle banche. Infatti è molto difficile che un istituto bancario conceda loro un finanziamento poiché teme l’interposizione fittizia o la stipulazione di un contratto in frode alla legge. Ecco cosa dice la legge al riguardo.

I genitori del debitore possono partecipare all’asta, ma attenzione alle conseguenze

Tutti possono partecipare alle aste giudiziarie, eccetto l’esecutato, ovvero colui che ha subito il pignoramento da parte dell’autorità giudiziaria. Vuol dire che, almeno in linea teorica, padre e madre possono partecipare per aggiudicarsi la casa del figlio, evitando che venga venduta a terzi e svalutata. Possono farlo, è vero, tranne nel caso in cui abbiano ricevuto un mandato da parte del debitore. Si tratterebbe in tal caso di un “patto in frode alla legge” e cioè di un escamotage per evitare che l’immobile finisca nelle mani di terzi e restituirlo al figlio, cioè al proprietario originario.

Questo principio non vale soltanto per i genitori del debitore ma anche nei confronti del coniuge o dell’ex coniuge, dei fratelli e dei figli. L’unica ipotesi in cui sarebbero ammessi i parenti del debitore è se questi partecipino per se stessi e non in favore dell’esecutato.

Chi può partecipare all’asta?

La norma che regola i soggetti ammessi alle aste ha una portata molto ampia. L’articolo 771 del C.p.c. infatti prevede che possano partecipare tutti – purché maggiorenni- tranne la persona a cui appartiene l’immobile. Chiunque può presentare offerte e fare dei rilanci, genitori, amici, cugini, fratelli, figli, nipoti e così via.

Attenzione però, nonostante il dettato normativo, nella pratica le cose stanno diversamente. Infatti è molto difficile (se non impossibile) che la banca conceda un mutuo ai parenti del debitore. Questo perché è facile immaginare che dietro l’interesse dei parenti via sia l’intenzione di restituire il bene al debitore e vanificare l’effetto dell’asta. Una “scappatoia”, se così si può chiamare, potrebbe essere quella di saldare il prezzo senza ricorrere al mutuo bancario, ma occorrerebbe avere nell’immediato la liquidità necessaria a pagare il prezzo raggiunto in asta.

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