Quali sono i compiti del custode giudiziario di beni mobili? Quando è responsabile dei danni? Qui un approfondimento sul tema.

Il custode giudiziario di beni mobili è colui che, nominato dal giudice, custodisce i beni pignorati in attesa dell’asta. Quindi fa in modo che il debitore o terze persone non danneggino o vendano tali beni arrecando un danno ai creditori.

Ciò perché il custode ha l’obbligo (e la responsabilità) di assicurarsi che i beni mobili pignorati arrivino al giorno dell’asta in perfette condizioni. Infatti il ricavato della vendita servirà a soddisfare i creditori.

Se cerchi un chiarimento riguardo agli obblighi e alla responsabilità del custode sui beni mobili ecco un utile approfondimento.

Cos’è il pignoramento mobiliare

Prima di addentrarci nei compiti del custode di beni mobili è opportuno vedere come funziona il pignoramento mobiliare.

Questo inizia nel momento in cui l’ufficiale giudiziario si reca presso il domicilio del debitore e redige il verbale in cui indica i beni interessati dal pignoramento, la loro descrizione e valutazione economica. Di questi né il debitore né la sua famiglia possono disporre liberamente.

Dopo aver individuato i beni mobili da pignorare, l’ufficiale giudiziario li affida al custode giudiziario incaricato dal giudice, fino al momento della vendita all’asta. Possono partecipare alla vendita giudiziaria tutti i cittadini interessati, sia telematicamente che in presenza, a seconda delle istruzioni indicate sui siti online dei tribunali esecutivi.

La vendita dei beni mobili serve a ricavare il denaro con cui pagare i creditori mentre l’eventuale eccedenza torna nella disponibilità del debitore.

Ma attenzione perché non tutti i beni mobili del debitore sono pignorabili. La legge esclude diverse tipologie di beni, nello specifico:

  • gli oggetti sacri o finalizzati ai riti di culto;
  • gli anelli nuziali, per via del loro valore affettivo;
  • letti, tavoli e sedie necessari per consumare i pasti;
  • frigorifero e beni combustibili per riscaldare la casa;
  • le armi che il debitore detiene in ragione del pubblico servizio;
  • gli animali domestici (mentre gli animali da cortile sono pignorabili).

Invece gli strumenti che servono al debitore per svolgere il suo lavoro sono parzialmente pignorabili – nel limite di un quinto – e solo se il valore degli altri beni è insufficiente a soddisfare i creditori.

Quali sono gli obblighi del custode?

Il custode giudiziario di beni mobili deve per prima cosa fare in modo che i beni restino inalterati fino al giorno della vendita. Infatti potrebbe accadere che il debitore decida di regalarli o nasconderli presso terzi per sottrarli alla procedura.

Egli ha l’obbligo di informare il giudice a cadenza trimestrale dello stato dei beni mobili e attivarsi in caso di deterioramento. Se non ottempera ai suoi obblighi, l’ufficiale giudiziario può prelevare i beni pignorati e chiedere la revoca della nomina.

Quando il custode non è responsabile?

In generale, il custode giudiziario è responsabile della custodia dei beni pignorati al debitore o presso terzi e, se non rispetta il dovere di diligenza, può rispondere civilmente dei danni.

C’è da dire, però, che nei casi in cui l’incarico di custode è a titolo gratuito, il giudice ne valuta i profili di responsabilità con minor rigore; ma se il custode riceve un compenso egli risponde sia per colpa grave che per colpa lieve (salvo i casi di particolare difficoltà ad eseguire la custodia).

Il custode non è responsabile dei danni sui beni mobili in caso di guasti, smarrimento o deterioramento che non sono dipesi dalla sua diligenza ma da fattori esterni come ad esempio l’usura del tempo.

Il custode dei beni mobili può essere lo stesso debitore?

Normalmente il debitore esecutato viene nominato come custode dei beni pignorati, con il divieto di affittarli, venderli, regalarli o danneggiarli. Così è stabilito all’articolo 559 del C.p.c:

“Col pignoramento il debitore è costituito custode dei beni pignorati e di tutti gli accessori, comprese le pertinenze, e i frutti senza diritto a compenso.”

Quindi, di regola, il debitore diventa custode quando egli stesso abita nell’immobile dove si trovano i beni mobili pignorati.

Tuttavia, se il creditore lo richiede, il giudice può nominare come custode un altro soggetto, ad esempio quando si teme che il debitore possa nascondere o danneggiare i beni sottoposti al pignoramento.

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