Come funziona il condono edilizio e le novità da conoscere per il nuovo anno

Quando un immobile presenta delle irregolarità urbanistiche o degli abusi c’è una via per evitare conseguenze legali: il condono edilizio. Questo meccanismo consiste di regolarizzare le opere abusive, pagando una sanzione di tipo amministrativo commisurata alla gravità del fatto.

Il condono edilizio è un provvedimento periodico, quindi ha una validità temporale limitata. Ecco i principali condoni edilizi che si sono succeduti negli anni passati:

  • il primo condono del 1985
  • il condono del 1994, che ha fissato limiti delimitazione ali allo stato dei lavori
  • il condono del 2003, l’ultimo in ordine cronologico

E invece cosa succede nel nuovo anno? Tutto sul condono edilizio e novità per il 2024.

Condono edilizio, le novità del 2024 e a quali immobili si applica

Per quanto riguarda il 2024, non si può parlare di un condono edilizio vero e proprio, come quelli elencati in precedenza. Tuttavia, per chi possiede un immobile con abusi o irregolarità, ci sono alcune novità interessanti. Si precisa che non esiste, ad oggi, la possibilità di ricorrere ad una sanatoria edilizia per regolarizzare tutti gli abusi, anzi, la normativa pone particolare attenzione a due fattori:

  • al momento dell’esecuzione dell’intervento
  • alla presentazione della richiesta di sanatoria

Quali opere abusive si possono condonare

Il condono edilizio è una misura di carattere eccezionale che permette di regolarizzare alcune situazioni urbanistiche che non corrispondono alla normativa. Ma non tutte le opere irregolari possono essere “condonate”.
Sono condonabili soltanto le opere realizzate con data anteriore al 31 marzo 2003. Ecco l’elenco delle opere/abitazioni che possono beneficiare del condono edilizio:

  • le opere realizzate senza titolo abilitativo e non conforme alle normative urbanistiche
  • le ristrutturazioni edilizie che hanno un risultato parzialmente o totalmente diverso da quello precedente
  • interventi di restauro e risanamento conservativo senza titolo abilitativo edilizio in agglomerati urbani
    opere di manutenzione straordinaria

Al contrario, non si possono condonare le opere realizzate sfruttando i contributi pubblici erogati dopo il 31/12/1995 e le opere che sono già state precedentemente condonate. Inoltre non sono in nessun caso condonabili le opere eseguite da persone condannate per reati come associazione mafiosa, riciclaggio, in via definitiva.

Quanto costa allo Stato il condono edilizio?

Indicare quanto costi esattamente il condono edilizio sarebbe impossibile. La ragione è che in ballo ci sono molte variabili: la tipologia di abuso, la dimensione dell’opera, gli oneri concessori, la posizione geografica e altro ancora.
Per citare qualche cifra, in media il condono edilizio per l’abitazione ha un costo che va dai 60 ai 150 euro al mq. Chi volesse condurre un immobile può chiedere il preventivo di spesa ad un tecnico, in modo da poter anticipare – almeno in via approssimativa – la cifra che si dovrà sborsare.

Chi può chiedere il condono edilizio

Sulle regole per chiedere il condono di domicilio non ci sono particolari novità. Possono farlo i proprietari di immobili prestando una domanda presso gli uffici comunali preposti e indicando una specifica opera abusiva.
In caso di abitazione in condominio, la richiesta deve avere anche la firma dell’amministratore di condominio.

Che documenti servono

La domanda di condono deve essere accompagnata da una serie di dichiarazioni e documenti:

  • la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà
  • fotografie ed elaborati grafici
  • atto unilaterale d’obbligo, se presente
  • asseverazione del professionista abilitato
  • attestazione del versamento dell’oblazione a favore dello Stato, della quota integrativa a favore della regione, del contributo di costruzione a favore del comune e dei diritti di segreteria

Il patrimonio edilizio italiano comprende molti mobili irregolari o abusivi, alcuni possono essere sanati tramite i condomini e pagando delle sanzioni amministrative altri, invece, non possono essere regolarizzati. Una delle conseguenze di possedere una casa abusiva è che non si può procedere alla compravendita e, in alcuni casi, nemmeno all’affitto o alla locazione.

Non tutti sanno che, a differenza di quanto accade nel mercato tradizionale, nelle aste immobiliari possono essere venduti immobili con delle irregolarità. Questa è una delle ragioni per cui gli immobili all’asta hanno prezzi vantaggiosi, notevolmente più bassi rispetto a quelli venduti nel mercato tradizionale, sia tramite agenzia che da privati. Per questo chi desidera acquistare una casa ma non ha una grande disponibilità di denaro dovrebbe prendere in seria considerazione le vendite giudiziarie.
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