Il commissario liquidatore ha un ruolo fondamentale nel concordato preventivo e nella liquidazione delle cooperative. Qui tutti i dettagli.

Il commissario liquidatore è colui che, incaricato dal tribunale, si occupa materialmente della liquidazione dell’impresa fallita, gestendo la vendita all’asta dei beni mobili e immobili. 

Generalmente ogni procedura di concordato preventivo e liquidazione coatta richiede un solo commissario liquidatore o giudiziale; nei casi più complessi, invece, il tribunale conferisce l’incarico fino a tre professionisti. 

Sotto molti punti di vista, il commissario liquidatore ha diversi aspetti in comune con il custode delle aste immobiliari, ad esempio perché vigila sul comportamento dell’imprenditore e sulla gestione dei beni da vendere.

Maggiori dettagli nel nostro approfondimento!

Chi può fare il commissario liquidatore

Il commissario liquidatore è un incarico delicato che richiede particolari requisiti professionali e morali. Per questa ragione possono ricevere la nomina soltanto avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, studi professionali associati o società tra professionisti (ma all’atto della nomina bisogna designare una persona fisica).

Inoltre possono essere commissari del concordato preventivo coloro che hanno svolto funzioni di direzione/amministrazione in società di capitali o società cooperative.

Chi desidera iscriversi all’albo dei commissari liquidatori deve essere in possesso di una formazione specifica in tema di procedure e aste fallimentari: per questo bisogna provare la partecipazione a corsi di formazione su materie come diritto fallimentare, commerciale, civile, tributario nonché economia aziendale.

In alternativa al corso, chi vuole iscriversi all’albo dei commissari può portare a termine un tirocinio almeno semestrale presso curatori fallimentari o organismi analoghi. 

Chi non ha svolto il tirocinio e non ha seguito alcun corso di formazione può comunque iscriversi all’albo se ha acquisito un aggiornamento biennale ad hoc di almeno 40 ore, presso un istituto pubblico o privato. 

L’albo dei commissari liquidatori è unico a livello nazionale ed è a cura del MISE

Commissario liquidatore cooperative

Il ruolo del commissario liquidatore riguarda le procedure concorsuali aperte in seguito all’insolvenza, dell’imprenditore. Tra le tipologie di impresa interessate ci sono anche le società cooperative.

In questi casi non vengono adottate le norme sul fallimento ma quelle – meno severe – della liquidazione coatta amministrativa. 

Il commissario liquidatore per le cooperative (e non solo) agisce in piena libertà e può vendere i beni dell’imprenditore all’asta o con trattative private. Alla luce di questa autonomia, egli non è obbligato a ridurre il prezzo dei beni in caso di aste deserte, come avviene normalmente nelle vendite immobiliari con e senza incanto. 

Unico limite all’autonomia del commissario è la vigilanza degli organi preposti dal tribunale, in modo particolare del comitato di sorveglianza. 

Compiti del commissario liquidatore

Dopo questa introduzione, ecco una panoramica dettagliata dei suoi compiti. Questi sono descritti ed elencati negli articoli 205, 206, 207 della Legge Fallimentare.

Il commissario liquidatore deve:

  • prendere in consegna i beni dell’imprenditore, le scritture contabili e ogni altro documento compreso nella liquidazione, al fine di formare l’inventario
  • compiere tutti gli atti necessari alla liquidazione del patrimonio e quindi assicurare che il denaro ricavato dalla vendita sia ripartito tra i creditori 
  • presentare una relazione semestrale sullo stato della liquidazione all’autorità di vigilanza
  • stare in giudizio in tutte le controversie legali che riguardano i rapporti patrimoniali dell’imprenditore

Nelle aste immobiliari, invece, compiti in parte analoghi a questi sono svolti dal custode giudiziario, il quale da una parte assicura la conservazione dei beni pignorati, dall’altra esegue la liberazione in caso di occupazione dal debitore. 

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