In caso di stessa offerta, chi si aggiudica l’immobile all'asta? Ecco come fa il delegato a stabilire il vincitore.

A parità di offerta, chi si aggiudica l’immobile venduto all’asta? Se stai muovendo i primi passi nel mondo delle aste giudiziarie è probabile che, almeno una volta, ti sia fatto questa domanda.

Ciò perché, fino al giorno dell’asta, non puoi sapere il prezzo indicato nelle buste e può accadere che più partecipanti abbiano scritto la stessa offerta.

In questi casi chi vince l’asta e chi ha la priorità nella formulazione dei rilanci? Risponderemo a questi ed altri dubbi di seguito nel nostro articolo.

Con la stessa offerta chi si aggiudica l’immobile all’asta?

La cosa migliore per spiegare chi vince l’asta a parità di offerta è fare un esempio pratico.

Può accadere che, per lo stesso immobile in vendita, due o più partecipanti indichino in busta chiusa lo stesso importo: 50.000 euro versando il 10% di cauzione. In assenza di rilanci, chi si considera come vincitore?

Devi sapere che esistono diversi criteri; quelli più utilizzati nella maggior parte dei tribunali sono tre:

  • l’importo della cauzione versata, significa che il giudice preferirà chi ha versato la cauzione più elevata
  • il minor termine per il saldo prezzo
  • la data del deposito dell’offerta, nel senso che viene favorito chi ha depositato l’offerta per primo

Nel nostro esempio i due partecipanti, oltre ad aver formulato la stessa offerta, hanno versato la medesima cauzione; quindi, per decretare il vincitore, si dovrà valutare chi può saldare prima oppure andare a vedere la data del deposito in tribunale. Che succede, invece, in caso di errore nell’offerta d’acquisto?

Chi vince a parità di offerta: cosa dice la legge

Le regole da applicare in caso di stessa offerta all’asta sono stabilite dal Codice di procedura civile.

Innanzitutto bisogna premettere che, se il prezzo indicato nella migliore offerta o nell’offerta presentata per prima è inferiore al valore dell’immobile indicato nell’ordinanza del tribunale, il delegato alla vendita procede automaticamente all’assegnazione tenendo conto:

“dell’entità del prezzo, delle cauzioni prestate, delle forme, dei modi e dei tempi del pagamento nonché di ogni altro elemento utile indicato nell’offerta stessa.”

Così recita l’articolo 573, comma 3, c.p.c.

Per tale ragione, come abbiamo spiegato nel paragrafo precedente, in presenza di più offerte dello stesso importo il giudice preferisce quella accompagnata dalla cauzione più alta, quella che prevede il minor tempo per il saldo e, soltanto alla fine,  quella presentata prima delle altre.

Con la stessa offerta chi rilancia per primo?

Nessuna legge stabilisce un preciso ordine con cui devono avvenire i rilanci. Tutti i partecipanti possono rilanciare, con ordine sparso, nel lasso di tempo concesso dal giudice, che in genere va dai 60 secondi ai 3 minuti.

Ogni volta che un partecipante fa un rilancio il tempo inizia a decorrere da capo, fino a quando non ci saranno più nuove offerte.

Il rilancio minimo nelle aste senza incanto è indicato nell’avviso di vendita.

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