Cos’è e cosa serve la cauzione nell’offerta per un immobile all’asta: è indispensabile oppure no?

Comprare una casa per sé, per i propri figli o per fare un investimento redditizio è diventato un lusso per molte persone. I motivi sono il rialzo dei tassi di interesse delle banche, che ha fatto lievitare le rate del mutuo, e l’aumento generalizzato dei prezzi degli immobili.

Tuttavia esiste ancora un modo vantaggioso per acquistare la tua prima casa o la casa di villeggiatura senza passare per le agenzie immobiliari e per il notaio: le aste giudiziarie.

Partecipare a questo tipo di vendite è più facile di quello che si pensi, devi però conoscere le regole di base per evitare errori ed essere escluso dal giudice. Se imparerai a compilare correttamente l’offerta di acquisto potrai prendere parte alla vendita e aggiudicarti un immobile ad un prezzo decisamente più basso del suo valore di mercato.

Per farlo è fondamentale conoscere gli elementi indispensabili per presentare la propria offerta e tra questi vi è anche la cauzione.

Esattamente cos’è e come funziona la cauzione nell’offerta per un immobile asta? A quanto ammonta e che succede in caso di non aggiudicazione? In questa breve guida vedremo come compilare correttamente i documenti per partecipare e che succede all’offerta di acquisto senza cauzione. Con queste indicazioni potrai finalmente acquistare una casa spendendo poco, per poi trasformarle nell’abitazione che hai sempre desiderato!

Cosa deve contenere l’offerta d’acquisto

Uno degli elementi più importanti delle vendite giudiziarie è la cauzione da indicare nell’offerta per un immobile in asta. Quali sono gli altri elementi e cosa deve contenere l’offerta d’acquisto per essere valida?

Le informazioni da indicare nell’offerta di acquisto si trovano nell’avviso di vendita, un documento redatto dal tribunale. L’avviso di vendita va seguito alla lettera poiché qui si trova la lista dei documenti necessari e le informazioni da inserire per partecipare.

L’offerente dovrà indicare nell’offerta di acquisto in busta chiusa le informazioni seguenti:

  • i dati anagrafici, nome, cognome, data e luogo di nascita
  • il codice fiscale
  • l’indirizzo di residenza e di domicilio (se diverso dalla residenza)
  • lo stato civile
  • il regime patrimoniale (comunione o separazione dei beni)
  • il recapito telefonico e l’indirizzo e-mail
  • i dati identificativi dell’immobile
  • il prezzo offerto (che non deve essere inferiore al prezzo minimo indicato nell’avviso di vendita)
  • il termine di versamento del saldo prezzo e delle spese accessorie

Questi elencati sono gli elementi che non possono mai mancare, pena l’esclusione della vendita giudiziaria. Come abbiamo anticipato, ha un ruolo fondamentale anche la cauzione nell’offerta dell’immobile in asta. Infatti, oltre a quanto elencato prima, chi vuole prendere parte alla vendita deve allegare all’offerta:

  • la fotocopia di carta d’identità e del codice fiscale
  • i documenti del coniuge (se chi partecipa è in regime di comunione dei beni)
  • i documenti dell’avvocato e la procura notarile, se l’offerente non partecipa di persona ma tramite avvocato o notaio
  • l’assegno della cauzione versata

Dunque la cauzione, cioè un anticipo sulla somma offerta, è fondamentale per presentare l’offerta per un immobile all’asta.

L’offerta senza caparra/cauzione è valida?

Nelle aste di immobili la cauzione o caparra è un elemento che non può mancare. Serve a manifestare la serietà dell’offerta e in caso di non aggiudicazione viene restituita. Quanto versare a titolo di caparra è indicato nei documenti del tribunale; di solito si tratta di una somma pari al 10% del prezzo offerto. Quindi se intendi offrire 50.000 euro dovrai versare una cauzione di 5.000 euro.

E, invece, che succede nelle compravendite sul mercato tradizionale se manca la cauzione o caparra? Questa è una delle differenze che intercorre tra le aste e le altre tipologie di compravendita. Nel caso di vendita tra privati o tramite agenzia, la caparra è una garanzia ulteriore ma non è indispensabile. Vale a dire che il venditore può decidere se accettare l’offerta anche in assenza del versamento della caparra.

Al contrario nelle aste di immobili il versamento della cauzione manifesta l’impegno a procedere all’acquisto in caso di aggiudicazione del bene.

Il giudice o il delegato alla vendita tratterrà la somma versata a titolo di caparra sul prezzo finale. Niente paura! In caso di non aggiudicazione, cioè se qualcun altro offre un prezzo più alto, la caparra viene restituita integralmente sul conto corrente (nei tempi previsti dall’istituto bancario).

Perché serve la caparra nelle aste immobiliari

Ora che sai che la caparra, esattamente come la data e la firma, è un elemento indispensabile che deve accompagnare l’offerta d’acquisto, probabilmente ti starai domandando perché. Le ragioni dell’importanza della caparra sono sostanzialmente due:

  • in primo luogo il versamento di una somma di denaro manifesta l’impegno a partecipare alla vendita e a saldare il prezzo offerto in caso di aggiudicazione
  • in secondo luogo vale come anticipo sulla somma finale, significa che se sarai il vincitore dell’asta dovrai versare una somma pari al prezzo offerto meno quanto già versato a titolo di caparra

E, come abbiamo già detto, non ci sono rischi in caso di non aggiudicazione! Conclusa l’asta, il giudice ordina la restituzione delle caparre a tutti i partecipanti.

In poche parole, se partecipi ad un’asta ma non ti aggiudichi la casa non perderai nulla, eccetto la marca da bollo da apporre sull’offerta.

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