Come funziona e a chi chiedere la cancellazione della trascrizione di una domanda giudiziale

Ci sono diversi motivi che spingono un soggetto a chiedere la trascrizione di una domanda giudiziale. In primis la necessità di rendere pubblico e opponibile a terzi un diritto o una pretesa immobiliare (come può essere una donazione).

Per verificare che su un certo immobile vi sia una trascrizione bisogna controllare i registri immobiliari e analizzare la natura della domanda giudiziale. Tuttavia la trascrizione non è un atto definitivo: può essere revocata e quindi cancellata.

Come, in quali ipotesi e chi può procedere? In questa guida tutte le informazioni utili sulla cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale.

Cos’è la trascrizione di una domanda giudiziale

Prima di approfondire il tema della cancellazione, è bene comprendere cosa sia e a cosa serva la domanda giudiziale. Con questa espressione si indica la domanda formale con la quale un soggetto, cioè l’attore, chiede al giudice il riconoscimento di un diritto in relazione a una controversia in atto. Dopo la trascrizione la domanda giudiziale sarà pubblica e opponibile a terzi.

Questo espediente spesso viene usato per gli atti di citazione in giudizio oppure per altri atti processuali di natura immobiliare da annotare nei Registri immobiliari pubblici. A titolo esemplificativo possono essere trascritte le domande giudiziali che riguardano (ai sensi degli articoli 2652 e 2653 c.c.):

  • risoluzione e revoca di donazioni
  • l’obbligo di concludere un contratto
  • l’accertamento di sottoscrizioni apposte di scritture private

Perché la domanda giudiziale va trascritta?

Quali sono le ragioni che spingono l’attore a chiedere la trascrizione? E perché in un secondo momento può pretendere la sua cancellazione? Come anticipato, la trascrizione rende pubblico un certo atto, in altre parole fa in modo che terzi vengano a conoscenza di un diritto o di un’azione legale promossa su un determinato immobile.

Facciamo un esempio pratico. Un soggetto chiede la trascrizione della citazione per la rivendicazione della proprietà su un fabbricato; ciò vuol dire che chiunque abbia interesse può verificare presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari la presenza della trascrizione. In tal modo il richiedente “tutela” un certo diritto dalle rivendicazioni di terzi che potrebbero vantare un interesse sul bene.

Cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale: ecco che significa

La trascrizione non è definitiva o irrevocabile, chi lo desidera può chiedere la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale. La legge impone un preciso iter per procedere con la cancellazione, può avvenire in due modi alternativi tra loro:

  • un atto del notaio, oppure una scrittura privata autenticata dal notaio, nel quale si scriva nero su bianco il consenso alla cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale
  • una sentenza passata in giudicato che al suo interno abbia l’ordine di procedere alla cancellazione rivolto alla Conservatore dei Registri Immobiliari dove la domanda è stata trascritta. Questo accade quando la domanda dell’attore viene respinta o una delle parti ha rinunciato all’immobile

Cosa succede se il giudice omette di ordinare la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale? Si tratta di una ipotesi residuale ma possibile che, fortunatamente, può essere sanata presentando un ricorso (in cui si chiede al giudice di correggere la dimenticanza) o contattando l’attore affinché cancelli la trascrizione rivolgendosi a un notaio.

Le trascrizioni immobiliari sono un fattore che, a determinate condizioni, possono far oscillare il valore di un immobile; ad esempio se un immobile in vendita è soggetto a trascrizione della domanda giudiziale il suo prezzo di mercato potrebbe essere inferiore.

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