Come cancellare il sequestro conservativo e quando chiedere l'intervento del giudice

Tra le garanzie patrimoniali offerte al creditore c’è il sequestro conservativo, un vincolo che impedisce al debitore di danneggiare o vendere un bene mobile o immobile. A cosa serve? Questa misura cautelare fa in modo che il debitore non riduca le sue garanzie patrimoniali che potrebbero servire a pagare il suo debito.

Per registrarlo serve l’intervento del giudice, la stessa cosa vale per la cancellazione del sequestro conservativo. Il creditore deve fare una richiesta espressa al tribunale e attendere la cancellazione dai pubblici registri.

Cos’è il sequestro conservativo

Prima di parlare della cancellazione del sequestro conservativo è fondamentale capire quando viene attivato questo procedimento e perché. Nel nostro ordinamento il sequestro conservativo è una misura cautelare, vale a dire che serve a “preservare” la garanzia patrimoniale del creditore tutelando uno o più beni. Per comprendere meglio il concetto facciamo un esempio pratico. Potrebbe capitare che il debitore danneggi un immobile o lo ceda a terzi per sottrarlo al creditore, con il sequestro conservativo queste azioni sono impossibili.

Quindi se il creditore ha il timore che il debitore possa spogliarsi (o danneggiare) i suoi beni può chiedere l’applicazione della misura cautelare anticipando così gli effetti del pignoramento.

Il sequestro conservativo diventa inefficace se il credito diventa insussistente oppure se il credito è inferiore al valore economico dei beni per i quali il creditore ha chiesto il sequestro conservativo.

Come funziona la cancellazione del sequestro conservativo

La cancellazione del sequestro conservativo è l’atto ufficiale con cui il creditore rinuncia alla misura cautelare. Affinché abbia validità, il sequestro conservativo è sottoposto a trascrizione del giudice presso i registri immobiliari. Si tratta di una formalità necessaria: senza trascrizione il sequestro conservativo non esiste!

Per tale ragione il creditore che vuole la cancellazione del sequestro conservativo deve chiedere che sia eliminato dai Registri Immobiliari. Per ottenere la cancellazione è indispensabile l’intervento del giudice, che analizza la situazione, i motivi della richiesta e, in base ai fatti, autorizza la cancellazione del sequestro conservativo precedentemente iscritto.

Su tale regola si è espressa l’Agenzia del Territorio con la circolare n. 5 del 18 maggio 2004 che ha stabilito quanto segue:

la possibilità di procedere alla cancellazione delle trascrizioni delle domande giudiziali indicate negli articoli 2652 e 2653 c.c., si deve basare sul consenso espresso dalle parti interessate.

In conclusione, la cancellazione del sequestro conservativo deve sempre fondarsi su un provvedimento del giudice; al contrario non può mai basarsi sul semplice atto di assenso del creditore procedente.

Sequestro conservativo, cosa succede in caso di vendita all’asta dell’immobile?

Essendo una misura legata al pignoramento e all’esecuzione forzata dei beni del debitore, non è raro per chi partecipa ad un’asta imbattersi nel sequestro conservativo. Può capitare infatti che su un immobile all’asta gravi un’ordinanza di sequestro conservativo iscritta prima del pignoramento e su cui, in un secondo momento, è stata iscritta un’ipoteca giudiziale a seguito di sentenza di condanna.

Per fortuna per l’aggiudicatario il sequestro conservativo sull’immobile non ha validità. Il giudice che emette il decreto di trasferimento (atto con cui avviene il passaggio di proprietà), ordina sia la cancellazione del sequestro conservativo che del pignoramento immobiliare.

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