Al termine dell’asta il delegato distribuisce la somma ricavata tra i creditori secondo un preciso ordine. E cosa va invece al debitore?

L’asta giudiziaria ha il preciso scopo di recuperare la somma evasa ai creditori. Esempio classico è quello di un’impresa edile in fallimento che deve liquidare i creditori oppure di un privato cittadino che non paga più le rate del mutuo.

Come distribuire la somma ricavata è stabilito tassativamente dalla legge, sulla base della tipologia dei creditori che possono essere privilegiati o chirografari. Soltanto al termine di questa prima distribuzione, il delegato potrebbe restituire al debitore la somma residua. In questo articolo approfondiremo proprio questo tema, cioè cosa accade dopo la vendita del bene pignorato.

Il piano di riparto

Un momento molto importante successivo alla vendita è la predisposizione del piano di riparto da parte del delegato alla vendita. Questo è successivo al saldo del prezzo dell’aggiudicatario, dunque avviene entro 120 giorni dalla conclusione della vendita. Il delegato per prima cosa individua la massa attiva, sottraendo dal prezzo del bene venduto le spese da versare alla procedura, e cioè:

  • il compenso del custode, del delegato e di altri ausiliari, se presenti;
  • l’onorario del perito che ha redatto la perizia di stima;
  • le imposte da versare obbligatoriamente (registro, ipotecaria, catastale);
  • gli oneri per la cancellazione delle ipoteche;
  • eventuali spese per la manutenzione dell’immobile, la liberazione, lo sgombero dei mobili e la regolarizzazione edilizia.

A questo punto il professionista delegato predispone l’elenco dei creditori intervenuti e stabilisce l’ordine secondo cui saranno soddisfatti. Il progetto di riparto viene poi depositato nella Cancelleria del tribunale ed entro 10 giorni discusso in udienza per la sua approvazione.

La distribuzione della somma tra i creditori

La somma ricavata dalla vendita in asta serve, come prima cosa, a ripagare il o i creditori dell’esecutato. L’articolo 510 del C.p.c. prevede espressamente che in presenza di un unico creditore il giudice deve ordinare:

“il pagamento di quanto gli spetta per capitale, interessi e spese.”

Al contrario, in presenza di più creditori, il delegato stabilisce l’ordine in cui debbano essere soddisfatti:

  • creditori con privilegi speciali sugli immobili;
  • creditori assistiti da ipoteca;
  • creditori con privilegi sussidiari;
  • creditori chirografari tempestivi;
  • creditori chirografari tardivi.

Cosa spetta al debitore pignorato?

Una volta che il ricavato è stato distribuito tra i creditori, secondo l’ordine indicato nel Codice di procedura civile, il giudice prosegue alla distribuzione della somma residua (se presente) al debitore.
Il tutto è previsto all’articolo 510, comma 4, del C.p.c.: l’eventuale residuo, se non occorre per soddisfare i creditori chirografari tardivi, viene consegnato all’esecutato. Potrebbe anche accadere che il ricavato dalla vendita sia inferiore del debito e che, quindi, sul datore resti il peso del “debito residuo”; in tal caso i creditori insoddisfatti potrebbero promuovere un nuovo processo esecutivo.

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Questo articolo ha 2 commenti.

    1. immobiliallasta.it

      Buongiorno Aldo, grazie per il tuo commento.
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