Le regole dell'assegnazione-vendita: testo e significato dell'art 506 cpc

Qual è il valore minimo per cui il creditore può chiedere l’assegnazione del bene pignorato? Per rispondere a questa domanda, che interessa sia i creditori che i debitori che hanno ricevuto un pignoramento immobiliare, bisogna basarsi sul Codice di procedura civile.

Precisamente l’art 506 cpc prevede il valore minimo per l’assegnazione, come calcolarlo e quali sono i parametri da prendere in esame.

L’assegnazione di un bene mobile o immobile (una villa o un appartamento pignorato) è possibile solo per un valore non inferiore alle spese di esecuzione e ai crediti aventi diritto a prelazione.

Art 506 cpc, cosa prevede la norma sul “valore minimo per l’assegnazione”

L’art 506 cpc disciplina il caso dell’assegnazione-vendita, cioè la vendita del bene pignorato fatta ad uno o a più creditori. I creditori, qualora lo vogliano, possono versare il relativo prezzo e quindi ottenere l’assegnazione del bene. Attenzione però, l’art 506 cpc pone dei vincoli per quanto riguarda la cifra da offrire: il prezzo non può essere inferiore alle spese di esecuzione e ai crediti aventi diritto di prelazione anteriore a quello dell’offerente.

L’unico caso in cui la somma offerta può essere superiore è se il giudice aveva fissato per il bene un prezzo superiore all’ammontare del valore dei crediti e delle spese di procedura.

Ecco il testo completo dell’art 506 cpc:

L’assegnazione può essere fatta soltanto per un valore non inferiore alle spese di esecuzione e ai crediti aventi diritto a prelazione anteriore a quello dell’offerente.
Se il valore eccede quello indicato nel comma precedente, sull’eccedenza concorrono l’offerente e gli altri creditori, osservate le cause di prelazione che li assistono

Art 506 cpc: cosa comporta e come funziona

Questo articolo disciplina l’ipotesi di assegnazione vendita dietro pagamento di una somma pari al valore del bene assegnato. Tale circostanza si presenta quando il creditore precedente concorre con altri creditori all’assegnazione dello stesso bene e questi ultimi abbiano o un diritto di prelazione o pari diritti del creditore procedente. In altre parole, sono sullo stesso piano.

L’assegnazione al creditore assegnatario sarà possibile solo se egli versa una cifra non inferiore:

  • alle spese per l’esecuzione
  • ai creditori aventi diritto a prelazione anteriore a quello dell’offerente

Quindi se il valore del bene non copre tale somma il creditore resterà insoddisfatto. Al contrario, se la cifra è superiore, egli avrà diritto a concorrere all’assegnazione con gli altri creditori nel rispetto delle prelazioni degli altri.

Beni mobili o immobili, cosa prevede l’art 506 cpc

L’art 506 cpc si riferisce sia all’assegnazione dei beni mobili che immobili, ma con delle differenze. Nel primo caso il trasferimento all’assegnatario avviene dietro il pagamento del prezzo; nel secondo caso, cioè per gli immobili, il trasferimento avviene dopo l’emissione del decreto di trasferimento pronunciato dal giudice dell’esecuzione.

Il decreto di trasferimento è l’atto ufficiale con cui un immobile venduto all’asta viene trasferito al compratore. Ha la stessa validità del rogito del notaio ma non prevede spese extra. Anche per questa ragione comprare all’asta si rivela economicamente vantaggioso: i prezzi degli immobili sono più alti e non ci sono spese notarili, a meno che non si ricorra al mutuo.

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